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Come avere un laboratorio di ceramica piccolo ma SOSTENIBILE.

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In questo periodo si parla molto di sostenibilità e di cosa si può fare per migliorare l’impatto della nostra presenza sul pianeta. Abbiamo capito che per migliorare si può e si deve anche partire dal basso e iniziare a comportarsi meglio anche quotidianamente facendo scelte sostenibili mentre facciamo la spesa quotidiana, ci occupiamo della nostra alimentazione, per la pulizia della casa ecc...

Al lavoro, come a casa possiamo ragionare in termini di sostenibilità, ce lo stanno dicendo tutti: dobbiamo ridurre, limitare e infine evitare l’uso della plastica e cercare di non sprecare le risorse del nostro pianeta.

La plastica poi è un materiale pensato per durare in eterno ma che stiamo usando come materiale “usa e getta”, mi sembra una grandissima contraddizione.

 

Mi sono chiesta quindi come anche in laboratorio io possa modificare il mio comportamento e il mio processo produttivo per avere un atteggiamento più sostenibile.

 

Analizzando cosa faccio ho scoperto che non sto andando malissimo anche se alcune cose possono essere migliorate.

 

Mi fa piacere condividere con voi la mia esperienza sperando magari di dare qualche spunto a chi fa il mio lavoro o ha un piccolo laboratorio in proprio dove può fare dei ragionamenti di sostenibilità sul proprio processo produttivo. Se invece qualcuno ha dei suggerimenti che potrebbero servirmi sarò lieta di accoglierli.

 

Partiamo dalle fasi di lavorazione, da cosa faccio di giusto e di cosa potrei migliorare.

- Lavorazione dell’argilla. Nel mio laboratorio lavoro soprattutto argilla da gres e la mia lavorazione si divide tra il tornio e la lavorazione al tavolo dove modello o formo a lastra.

 

Tutta l’argilla di risulta la raccolgo in un secchio dove man mano tolgo l’acqua in eccesso e lascio sedimentare. Ogni tanto, quando il secchio è pieno, sposto l’argilla su delle lastre di gesso e lascio che si indurisca un po'. Quando è lavorabile ne faccio delle porzioni e le impasto per ottenere un nuovo impasto compatto e senza bolle d’aria. Questa argilla è perfetta e di nuovo pronta per essere lavorata.

Ecco questo è una parte che mi piace pensare aiuti sia me che il pianeta. Innanzi tutto risparmio soldi, in secondo luogo evito di buttare via un materiale che anche se inerte e assolutamente non nocivo è comunque una risorsa finita del nostro pianeta.

 

- Smaltatura. Il processo di smaltatura consiste nel porre una miscela di acqua e polveri sul corpo dell’oggetto in ceramica. Solitamente smalto per aspersione, immersione o pennello. Da questa fase viene fuori un prodotto di scarto che è composto dall’acqua di lavatura dei pennelli, dei fondi, delle spugne, dei recipienti e degli utensili che si sono usati per contenere gli smalti. Non butto mai direttamente nello scarico questa acqua ma la lascio sedimentare per raccogliere il fondo. Il precipitato è comunque uno smalto di colore indefinito che può avere una seconda vita su oggetti o su parti di oggetti. Conservo così in un recipiente il fondo di lavatura degli smalti e quando ne ho una certa quantità, mescolo bene, testo il colore e la resa in cottura e alla fine ho un nuovo smalto che posso usare per decorare. In questo modo non spreco nulla e nessun elemento nocivo va a finire negli scarichi.

 

- Cottura. Purtroppo avendo un forno elettrico non posso fare tantissimo. L’energia elettrica è un bene necessario che posso solo cercare di amministrare nel migliore dei modi. Ma anche per il forno si possono fare alcune considerazioni che permettono di risparmiare soldi e avere un atteggiamento giusto per il consumo.

Per prima cosa accendo il forno solo se a pieno carico, un po' come la lavatrice di casa, che non ha senso farla partire solo per due magliette e un paio di mutande!

Questo vuol dire programmare bene quanti e quali pezzi realizzare per caricarlo, tenere conto degli spazi reali degli oggetti in relazione al volume del forno e farsi un’idea di come caricarlo prima di iniziare a mettere i pezzi nel forno.

In secondo luogo fare una manutenzione ordinaria del forno è importantissimo per evitare che le resistenze si deteriorino allungando così i tempi di cottura e quindi l’assorbimento di elettricità. Tenere un diario dove si segnano le cotture che si fanno, il tipo di cottura e i gradi che si raggiungono permette di avere sempre sotto controllo la vita delle resistenze per capire quando è arrivato il momento di sostituirle.

 

- Spedizioni. Per le mie spedizioni utilizzo scatole di recupero, oltre al packaging dell’oggetto che per ovvie ragioni deve essere pensato in un certo modo.

Per spedire la ceramica uso il metodo del doppio imballo, cioè metto la ceramica avvolta in un pluriball nel suo packaging, lo avvolgo a sua volta in un altro pluriball e lo metto in una scatola più grande. Questo assicura un ottimo assorbimento degli urti e preserva le ceramiche da spiacevoli rotture. Le scatole esterne e il pluriball sono tutte di recupero, la scatola "bella" del packaging è stata scelta cercando cartone riciclato. Per trovare le scatole di recupero ho sparso la voce fra i miei amici di ciò che mi serve e loro mi riforniscono costantemente del materiale necessario per le spedizioni.

 

Cosa posso migliorare?

Uno delle fasi dove vedo il più ampio margine di miglioramento è l’ultima, quella delle spedizioni. Purtroppo recuperando materiali di imballo non c’è l’attenzione sull’uso di plastica o cartone riciclato. Per ora non ho ancora trovato pluriball eco o bio, ma so che ci sono chips di origine vegetale ( mi sembra del mais) che potrei usare per l'imballo.

La mia intenzione è di lavorare sul packaging e sulle spedizioni in questa direzione.

A questo punto vi chiedo se avete idee, suggerimenti o domande, per me sarebbero davvero importantissimi.

 

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