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Perché è NECESSARIO fermarsi per poi ripartire. Quando è ora di ristrutturare lo SPAZIO DI LAVORO.

March 13, 2019

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Perché è NECESSARIO fermarsi per poi ripartire. Quando è ora di ristrutturare lo SPAZIO DI LAVORO.

March 13, 2019

 

Si parla sempre tanto di ristrutturazione di appartamenti, zona giorno, zona notte, bagno, soggiorno, ma del nostro spazio di lavoro? Dello spazio nel quale passiamo più della metà della nostra vita? Se lavoriamo in proprio, sicuramente abbiamo uno spazio tutto nostro, un laboratorio, una stanza, un tavolo contro una parete. In questo spazio riponiamo molte delle nostre energie lavorative e creative, perché allora non deve essere anche quello organizzato alla perfezione per farci sentire sempre a nostro agio?

Potrebbe essere necessaria una risistemazione, magari perché dopo alcuni anni abbiamo bisogno di organizzarlo in maniera differente, forse serve uno spazio per archiviare i documenti o il magazzino, oppure semplicemente non ci piace più la tinta delle pareti. Allora forse è arrivato il momento di prendersi una pausa e di risistemare il nostro ambiente di lavoro. 

Ho pensato di condividere la mia "esperienza" di ristrutturazione del laboratorio per me molto importante, forse qualcuno potrebbe essere invogliato a mettersi in movimento.

 

Quando è necessario fermarsi veramente?

Non ci sono ricette speciali ma ci sono segnali chiari che ci dicono che forse è meglio fermarsi per un periodo limitato di tempo per poi ripartire organizzati e con più stimoli di prima.

 

Quali siano i segnali che ci indicano che è giunto il momento di mettere in ordine lo spazio di lavoro in modo profondo nessuno lo può stabilire a priori, anzi dipende da ciascuno di noi, dal tipo di lavoro e di spazio in cui lo esercitiamo, dalla nostra indole o anche da fattori esterni.

Io posso elencare i segnali che mi hanno spinta a fermarmi per fare un po' di ordine e pulizia nel mio laboratorio, segnali che ormai da mesi lampeggiavano chiaramente nel mio cervello, ma che per una sorta di forza inerziale ho cercato di nascondere.

 

>1 Il primo e il più forte è che ad un certo punto si inizia a provare un senso di DISAGIO e sconforto quando si entra in laboratorio per il proprio lavoro quotidiano. Nel mio caso la sensazione non era legata allo svolgimento del lavoro che invece continuavo ad amare ma proprio al luogo fisico in cui ero. Caspita!, mi dicevo, ho un bello spazio in cui lavorare, ma non sono più entusiasta come un tempo quando arrivo al mattino. C’era qualcosa che non quadrava.

 

>2 Si inizia a perdere tempo prezioso in mansioni a dir poco inutili, come un piano da ripulire prima di iniziare un lavoro, uno strumento da sistemare prima di cominciare a utilizzarlo, documenti da cercare perché altrimenti non si riesce a proseguire, il magazzino da aggiornare perché non più allineato, e così via. Purtroppo nel quotidiano si accumulano lavori che a volte non si ha tempo (voglia?) di fare... o cose da mettere in ordine che però non hanno un posto.... Ebbene quando il tempo perso in mansioni inutili diventa troppo, ecco il secondo segnale da non sottovalutare.

 

>3 Si conservano oggetti e materiali senza uno scopo preciso, ci sono scaffali pieni di cose inutili o difficilmente utilizzabili. Se gli spazi sono ingombri di materiale che non si usa o che forse, potrebbe accadere, ma non so se si userà, allora anche questo è un segnale che è arrivato il momento di agire.

 

>4 Ad un certo punto senti che i locali non sono più in linea con il proprio gusto: dall’ultima volta che si è data la tinta alle pareti, il gusto o la moda sono cambiati, oppure sono particolarmente rovinate e sporche. Ecco, questo è un segnale che si può prendere come occasione per dare una rinfrescata allo spazio di lavoro.

 

>5 Si sente la necessità di dedicare alcune zone dello spazio di lavoro ad attività in particolare o ad altre funzioni, come per esempio un nuovo magazzino per le materie prime, o una parete libera per scattare le fotografie dei prodotti nel tuo shop on line. Questo vuol dire che bisogna decidersi a mettere mano al layout dello spazio di lavoro.

 

Bene! Se uno o più di uno di questi segnali (ma potrebbero anche essere altri) indicano che è ora e non si può proprio più rimandare allora bisogna darsi una data di inizio lavori e stimare un periodo in cui poterci lavorare a tempo pieno.

Lo so che è difficile decidersi e che le incombenze quotidiane fanno sembrare impossibile prendere una decisione, ma teniamo a mente che, a meno che NON SIAMO CARDIOCHIRURGHI, i nostri clienti potranno anche aspettare le nostre consegne una settimana in più, non morirà nessuno, nessuno si farà male e riusciremo a ripartire più forte di prima!

 

Per quel che mi riguarda ormai questi segnali erano accesi e lampeggianti da un bel po' di mesi e così finalmente ho deciso di darmi un appuntamento per martedì (mica di lunedì!) 5 marzo alle 8:30 del mattino nel mio laboratorio ormai disagiato.

Ho stimato due settimane di lavoro intenso per concludere il grosso del lavoro e ora posso dire di avere mantenuto tutte le promesse che mi sono fatta! Eureka!

 

A cosa è servito questo periodo? Facile da capire: ho fatto pulizia e ordine nel laboratorio e NELLA MIA TESTA (relativamente al lavoro, of course!)

Sì, perché quando lavori a rasare un muro o montare scaffali la tua testa è libera di concentrarsi anche su idee nuove (e le vedrete, oh sì che le vedrete!), aumenta la creatività. Quindi, non è comunque tempo sprecato a “non lavorare”.

 

Risultato:

- pareti ritinteggiate secondo il mio gusto più attuale. Sono passate da un vivace giallo e azzurro dato nel 2006 (bho?) ad un grigio chiaro molto più neutro.

- spazi di lavoro riorganizzati e riordinati. Ho diviso il laboratorio in spazi precisi: la zona operativa con il tavolo da lavoro e il tornio, il magazzino materie prime, la zona dei forni e dell’essicatura, la zona magazzino dove ho montato solo più scaffalature metalliche eliminando tutti i mobili e mobiletti che facevano solo disordine, la zona ufficio con un tavolo per il pc e scaffali solo per i documenti, e infine mi sono tenuta una parete dove montare il set fotografico.

- archivio documenti in ordine suddivisi tra documenti vecchi e nuovi.

- solo più materiali e strumenti utili e necessari.

 

Così ora è tutto in ordine e a portata di mano con ogni cosa al suo posto in modo che sia più semplice alla fine di ogni giornata di lavoro risistemare tutti gli oggetti e gli strumenti.

 

CONSIGLIO. 

Il consiglio è di non girarci attorno quando viene il momento di risistemare lo spazio di lavoro:

NON serve rimandare! 

Il tempo per farlo, se non ce lo ritagliamo in qualche modo, non ci sarà mai.

FALLO E BASTA! Non rimandare.

 

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