Una giornata tra i laghi alpini e i mirtilli

Una giornata tra i laghi alpini e i mirtilli

Ci sono escursioni che ricordo per la cima raggiunta, altre per un panorama particolarmente bello. Poi ce ne sono alcune che, senza averlo programmato, finiscono per regalarmi un'idea, un colore o un dettaglio che qualche settimana dopo ritrovo in laboratorio.

Quella di sabato è stata una di queste.

Con il caldo di questi giorni, la montagna è il rifugio migliore. Si parte presto, quando in giù l'aria è già pesante. 

Io e Ike abbiamo lasciato l'auto alle Prese Agostino e ci siamo incamminate lungo il sentiero che sale verso il Rifugio Balma.



Ike alla fontana del lupo


È un percorso che conosco bene e che torno a fare volentieri. Il sentiero attraversa un bel bosco di betulle e di faggi e segue il Rio della Balma, accompagnato per lunghi tratti dal rumore dell'acqua. Ci sono piccoli torrenti, cascatelle e fontane dove fermarsi a riempire la borraccia. Nelle giornate più calde sono dettagli che fanno la differenza.

Mi piace come questo sentiero cambi con il passare delle stagioni. In primavera mi fermo a osservare le prime fioriture, in autunno l'attenzione va ovviamente ai funghi. L'estate, invece, è il tempo dei piccoli frutti.

Quella mattina, però, non pensavo ancora ai mirtilli, l'obiettivo era provare ad arrivare in cima.

Dopo una breve sosta al Rifugio Balma ho proseguito verso il Monte Rubinet. L'ultimo tratto attraversa alcune pietraie e richiede un po' più di attenzione, ma la fatica viene ripagata da un panorama che si allarga sempre di più passo dopo passo.



La Cappella degli Angeli.


Il panorama dalla cima.


Alla Cappella degli Angeli mi sono fermata per un pranzo con vista. Da lassù lo sguardo corre lontano tra creste, valloni e laghi alpini. Sono luoghi essenziali, severi, bellissimi.

Per il ritorno ho scelto una variante che non percorrevo da parecchio tempo. Passando da Punta Loson si vede dall'alto il Lago Rouen, selvaggio e silenzioso. dall'altro versante del colletto della Balma si incontrano il Lago Soprano e il Lago Sottano.

Qui Ike, come sempre, non ha perso l'occasione di fare un lungo bagno.

Mentre lei nuotava ho ammirato il lago. L'acqua era così limpida da lasciare vedere perfettamente i sassi sul fondo e, per qualche minuto, non c'era altro rumore se non quello del vento e dell'acqua mossa da Ike.



Il Lago Rouen.


Ike che nuota nel Lago Sottano.


Prima di affrontare l'ultima parte della discesa mi sono fermata di nuovo al Rifugio Balma per la merenda. Una fetta di torta, una birretta fresca e qualche minuto seduta a guardare la valle. Anche questo fa parte delle mie giornate in montagna e, forse, è uno dei motivi per cui mi piace tornarci così spesso.



La torta al rifugio.


Riprendendo la discesa sempre un po' noiosa, il sentiero rientra nel bosco.

È proprio in quel tratto che ogni estate controllo se i mirtilli sono maturi.

Quest'anno erano perfetti: grandi, dolci e finalmente pronti per essere raccolti.

Mi sono fermata qualche minuto e ho iniziato a riempire lentamente il piccolo contenitore che porto sempre nello zaino. Non raccolgo mai grandi quantità; mi basta una manciata. Quello che mi interessa non è riempire un cestino, ma portare a casa il ricordo di quella giornata.

Mentre li raccoglievo mi sono accorta che le dita stavano già diventando blu. È una di quelle piccole cose che succedono ogni estate e che, ogni volta, mi fanno sorridere.


 

 


I mirtilli nel palmo della mano.



Quando sono tornata a casa ho ripensato a una cosa che succede ogni volta dopo una camminata come questa.

Il primo gesto non è svuotare lo zaino.

È lavare i piccoli frutti appena raccolti.

Li sciacquo con delicatezza, li lascio scolare e poi li porto direttamente in tavola.

È un gesto semplice, ma è proprio pensando a momenti come questo che sono nate le mie Berry Bowl.

Molti le considerano semplicemente delle ciotole forate.

Per me rappresentano un modo per prolungare quella giornata, per portare in casa un pezzetto di bosco e ritrovare, anche solo per qualche minuto, la stessa sensazione di quando ero seduta tra le betulle con una manciata di mirtilli appena raccolti.



La Berry Bowl con i mirtilli.


La collezione Selvatica nasce quasi sempre in questo modo. Il tornio e il laboratorio arrivano solo dopo. Prima ci sono i boschi, i sentieri, i laghi alpini, i fiori incontrati lungo il cammino, il rumore dell'acqua e i piccoli frutti raccolti durante una sosta. Sono queste esperienze che, lentamente, si trasformano in idee.

Quando torno in laboratorio non cerco di riprodurre quello che ho visto. Quello che mi interessa è conservare la sensazione che quella giornata mi ha lasciato e trasformarla in un oggetto che possa accompagnare la vita di tutti i giorni. È questo, per me, il filo che unisce una passeggiata in montagna a una ciotola, una tazza o una campanella.

Camminare è il modo in cui ritrovo le idee. A volte torno a casa con una manciata di mirtilli, altre con il ricordo di un fiore, del rumore di un torrente o del colore di un lago alpino. Non so mai quale dettaglio finirà davvero in una nuova ceramica, ma so che ogni passeggiata lascia qualcosa. È da questi piccoli ricordi che, un po' alla volta, continua a crescere la collezione Selvatica.


La passeggiata in breve

📍 Luogo
Monte Rubinet – Rifugio Balma (Val Sangone, Piemonte)

🥾 Stagione
Estate

🐾 Compagna di cammino
Ike

🌿 Lungo il sentiero
Bosco di betulle, Rio della Balma, fontane, Cappella degli Angeli, Lago Rouen, Lago Soprano, Lago Sottano.

🫐 Il piccolo regalo del bosco
Una manciata di mirtilli maturi, qualche lampone e alcune fragoline.

🏺 Da questa giornata nasce...
Le Berry Bowl della collezione Selvatica, pensate per lavare, scolare e portare in tavola piccoli frutti, ma soprattutto per conservare il ricordo di una giornata trascorsa in montagna.

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