Le rose che hanno ispirato Roseto
A maggio il giardino cambia ogni giorno.
Ci sono rose in bocciolo, altre già aperte, petali caduti sull'erba, colori che durano pochissimo e che proprio per questo cerco di viverli quando compaiono.

Roseto è nata così.
Non da un progetto preciso, ma da settimane passate a raccogliere dettagli:
rose consumate dal sole, boccioli rosa pallido, verdi polverosi, ombre calde della sera.
Le fotografie che raccolgo in questo periodo finiscono sempre nello studio, accanto agli smalti, ai provini e alle ceramiche ancora grezze.
A volte è un colore a restare.
Altre volte una superficie, una sfumatura o semplicemente una sensazione più lenta e delicata.
Le tazze e gli oggetti della collezione Roseto portano dentro proprio questo:
la luce morbida di maggio, i petali irregolari, i colori delle rose antiche.

Forse è per questo che le rose tornano così spesso nelle mie ceramiche:
hanno qualcosa di imperfetto, leggero e vivo che cerco sempre anche nei pezzi fatti a mano.
Alcuni colori durano pochissimo nei giardini.
Io cerco di trattenerli così.
Roseto nasce da colori osservati lentamente in giardino e trasformati poi nella Collezione Roseto.
